«In vino veritas», dicevano i latini. Ed è nel vino, prodotto di punta dell’agroalimentare Made in Italy, che il Bel Paese può ritrovare orgoglio nel saper fare, ispirazione per tutelare altre filiere e rafforzare la sua identità e credibilità nei mercati esteri. Se l’Italia valorizzasse altri prodotti come è riuscita a fare con il vino negli ultimi dieci anni di duro lavoro, la ricaduta sarebbe enorme per molti settori dell’economia nazionale. Il pianeta vino in Italia è un mondo che nasce dalle tradizioni locali, le storie e i saperi, che si rincorrono tra i vigneti e le cantine e si evolve intercettando moderni stili di vita e aspettative sulla qualità del prodotto: una classifica, elaborata da Universo Food incrociando i dati delle più autorevoli enoguide, ha premiato come migliori vini d’Italia l’Amarone della Valpolicella (Veneto), il Passito di Pantelleria Ben Ryé (Sicilia), il Sagrantino di Montefalco (Umbria), il Franciacorta Rosé Extra Brut Cuvée (Lombardia) e il Terra di Lavoro (Campania).

Allargando lo scenario, l’Italia nel 2015 ha conquistato la leadership mondiale nel vino per quantità esportate, toccando la soglia di 20 milioni di ettolitri di vino contro i circa 14 milioni di ettolitri esportati dalla Francia. Il vino italiano piace molto negli Stati Uniti e sta suggerendo agli americani, tradizionalmente legati alla birra, nuovi stili di consumo: giovani e donne sono tra i principali estimatori dei 2,5 milioni di ettolitri di vino italiano consumati in America, con una particolare predilezione per il Chianti, il Prosecco, il Brunello di Montalcino e il Barolo. Secondo mercato del vino Made in Italy è la Germania, terzo l’Inghilterra. Il vino italiano nei primi mesi del 2016 ha fatto segnare un export del +24,8% per gli spumanti, +3,5% per i vini sfusi e -4,1% per i vini imbottigliati.

Qualcuno osserverà che la Francia mantiene la leadership in valore, cioè guadagna più dell’Italia dal vino che vende nel mondo, e avrà anche ragione, ma l’Italia negli anni sta rapidamente chiudendo la forbice con la Francia anche sul piano del valore oltreché sulla quantità di vino esportata, dove conserva saldamente la leadership. La parola valore ha poi tanti significati, tra i quali la promozione del giusto rapporto qualità-prezzo, la capacità di fare cultura con il vino attraverso corsi (anche di laurea), percorsi turistici ed eno-gastronomici e l’innovazione nei processi di comunicazione e fruizione del vino.

Sta un po’ a tutti noi dare il giusto valore a una buona bottiglia di vino e la linea Enoteque di Excélsa è pensata per tutti gli amanti del vino italiano, con una collana di accessori creata per dare valore alla bottiglia e renderla protagonista durante un divertente aperitivo, una cena distinta e perfino una gita all’aria aperta. Il Tagliacapsule, il Salvagoccia e il Termometro da bottiglia di vino Excélsa sono strumenti che nella loro semplicità rivelano una precisione, una qualità nel design e un amore per il dettaglio in grado di omaggiare quell’accuratezza, convivialità e ingegno che si respira durante la vendemmia. Tappi tradizionali, ad espansione e versatori, salvaguardano le proprietà organolettiche uniche di ogni bottiglia, mentreil Copribottiglia Termico Excélsa è un perfetto compagno da pic-nic al mare o in campagna, una modalità di fruire il vino che coniuga gusto e paesaggio: un richiamo alla dolce vita tipicamente italiana.